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Cos’è la memoria di massa? – Guida completa con esempi

L’informatica si caratterizza di tantissimi neologismi che spesso possono risultare indigesti a chi non è particolarmente vicino a questa materia. Sebbene i termini informatici siano veramente tantissimi, in molti casi questi identificano dei dispositivi o delle componenti hardware e software che si utilizzano quotidianamente. 

Una delle parole più utilizzate è sicuramente memoria di massa, cosa significa e quali sono le componenti che identificano questa nomenclatura? Nelle prossime righe risponderemo a tale quesito. 

Cos’è la memoria di massa?

Sicuramente starete leggendo questo articolo dal vostro smartphone o dal personal computer, benché possiate pensare che il termine memoria di massa sia lontano a voi, in realtà in questo preciso momento è proprio tra le vostre mani o nel vostro computer. 

Sia che stiate utilizzando un computer fisso o portatile è importante dare una definizione di memoria nel campo informatico. Con il termine memoria si intende un’unità di archiviazione capace di conservare delle informazioni in modo temporaneo oppure duraturo. Quando si utilizza una memoria questa può essere interna oppure esterna, ed ha come scopo quello di immagazzinare dati e informazioni, provenienti da software, video, foto o qualsiasi elemento acquisito da una fonte esterna. 

Se la memoria in senso lato viene, quindi, considerata uno strumento per l’archiviazione delle informazioni, vediamo di capire cosa sia la memoria di massa.

Memorie di massa di diversi tipi
Memorie di massa di diversi tipi

Negli articoli specializzati potreste trovare tale nomenclatura anche con il termine memoria ausiliaria oppure memoria secondaria. Da un punto di vista tecnico ha il compito di raccogliere le informazioni più pesanti, a livello numerico, veicolandole nel modo corretto tra gli altri elementi hardware-software presenti nel sistema. 

Tale condizione mette in evidenza come una memoria di massa possa essere anche estremamente grande dovendo immagazzinare grandi quantità di dati. A questa capacità di base si aggiunge anche un funzionamento rivolto alla persistenza delle informazioni memorizzate. Questa memoria viene infatti progettata per consentire agli utenti di archiviare grandissime quantità di dati e di lasciarli lì per un tempo indeterminato. 

Come avrete intuito, la memoria di massa elimina quasi del tutto il concetto di memoria a breve termine presente nelle RAM, queste ultime caratterizzate da una memorizzazione volatile delle informazioni. 

Vi starete sicuramente chiedendo quale sia la memoria di massa del vostro computer o del vostro smartphone, vero? La risposta è nei dati che salvate quotidianamente, cioè fotografie, applicazioni, software, testo e sistemi operativi. La memoria di massa è quel componente hardware capace di immagazzinare i dati in modo persistente, consentendo di potervi accedere anche quando spegnete il dispositivo.

Come è facile dedurre una memoria di massa non deve essere necessariamente installata all’interno del dispositivo, ma può essere anche esterna, magari con un collegamento compatibile o con supporti dedicati.

Qual è la differenza fra memoria di massa e memoria centrale?

Nell’informatica, oltre alla memoria di massa usualmente si sente parlare anche si una una memoria centrale, ma cosa significa?

Nelle righe precedenti vi abbiamo anticipato come la memoria di massa possa essere denominata come  ausiliaria, non è difficile comprendere come questa sia dipendente da un altro elemento principale. Sebbene la memoria di massa, come vedremo successivamente, possa essere utilizzata anche su dispositivi stand alone, questa viene solitamente abbinata ad una memoria principale per funzionare, chiamata appunto memoria centrale. 

Come per le memorie di massa anche la memoria centrale può essere di diversi tipi, anche se quella più conosciuta è sicuramente la RAM, una memoria informatica volatile.

Se non avete mai sentito parlare di memoria volatile, vi starete chiedendo: cosa si intende con questo termine? La memoria volatile è un tipo di memoria che immagazzina temporaneamente le informazioni prima che queste vengano veicolate alla memoria di massa. Una volta spento il computer o il dispositivo su cui sono presenti, i dati contenuti vengono automaticamente cancellati. 

La volatilità delle informazioni è utile principalmente per effettuare il passaggio dei dati in modo veloce, infatti, le memorie RAM hanno dei tempi di accesso alle informazioni più rapidi di quelle di massa. 

Se desiderate approfondire l’argomento della RAM, vi consigliamo di leggere l’articolo correlato al link Cos’è la memoria RAM?

Quali sono i tipi principali di memorie di massa?

Abbiamo già evidenziato come le memorie, siano esse di massa o centrali, possano presentarsi in forme diverse. Quelle solitamente più utilizzate sono: hard disk, pendrive USB e dischi ottici. 

Hard Disk

La definizione di memoria di massa e la conseguente archiviazione dei dati sui dispositivi mobili o fissi, mettono subito in evidenza quelli che possono essere gli elementi più utilizzati in questo ambito: gli hard disk o dischi rigidi.

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Questo dispositivo è usualmente quello più indicato per archiviare dati e file sul proprio computer. L’hard disk è capiente, e a seconda del modello o delle caratteristiche tecniche anche performante. 

La scelta di questa tipologia di memoria di massa è soggetta a tanti fattori, principalmente a quelli di capienza e alla sua velocità di lettura e scrittura dei file. Tali caratteristiche nel corso del tempo stanno migliorando grazie al passaggio naturale verso gli SSD, cioè dei dispositivi che uniscono le velocità di accesso delle memorie RAM alle capacità conservative dei file delle memorie di massa. 

Oltre alla velocità e alle capacità di archiviazione, potete acquistare degli hard disk interni oppure degli hard disk esterni. Come è semplice dedurre, una memoria di massa interna viene progettata per essere installata direttamente nel personal computer o nello smartphone, come nel caso del disco fisso del nostro computer o della memoria interna del dispositivo mobile.

Gli hard disk esterni, invece, sono pensati per non essere installati direttamente nel computer o nello smartphone, ma possono essere collegati in qualsiasi momento. Nel caso degli smartphone solitamente si utilizzano le Micro-SD, mentre per il mondo PC potrete acquistare memorie di massa da portare ovunque desiderate. Ma quali sono le differenze più evidenti tra un hard disk interno e uno esterno?

Fragilità

Una memoria di massa realizzata per essere interna mostra una struttura fissa difficilmente apribile e ispezionabile. Un prodotto pensato per essere esterno, invece, aggiunge un piccolo cofanetto che ripara dagli urti il meccanismo principale dell’hard disk. Usualmente gli hard disk esterni non sono altro che delle confezioni resistenti al cui interno viene installata una memoria di massa tradizionale. 

Comodità

Differenza rilevante tra un HD interno e uno esterno risiede nella comodità di installazione. Sebbene negli ultimi anni le aziende abbiano creato dei dispositivi interni molto semplici da installare dentro il case, la comodità di un hard disk esterno è unica nel suo genere. Grazie al collegamento diretto tramite cavo USB o USB-C, potrete trasferire i file in modo veloce, senza dover smontare la paratia esterna del PC. 

Portabilità

Uno dei punti di forza di un hard disk esterno è la sua portabilità. Collegando il dispositivo all’alimentazione elettrica e al personal computer è possibile trasportarlo ovunque si desideri senza gravare troppo sul peso. Gli hard disk interni invece, sono stati pensati per essere installati nel sistema in maniera permanente.

Supporto esterno

Altra differenza sostanziale tra le due tipologie di memoria di massa è il supporto esterno per fissarla. Gli hard disk esterni sono pensati per essere poggiati su una scrivania o sul PC stesso, mentre quelli interni hanno la necessità di essere fissati con delle viti all’interno del case acquistato.

Per maggiori approfondimenti vi rimandiamo all’articolo specifico sugli hard disk, al link
Cos’è un hard disk?.

Pendrive USB

Oltre alla memoria di massa per antonomasia, cioè l’hard disk, esistono anche altre tipologie di dispositivi che compiono lo stesso lavoro, ma in modo leggermente diverso; tra questi ci sono le pendrive USB. 

Come avrete intuito dalle righe precedenti, le Pendrive USB si avvicinano molto più a un hard disk esterno che a un hard disk interno. Queste vi consentono di archiviare i dati proprio come un hard disk, ed hanno le stesse limitazioni hardware identificabili in velocità e capacità di archiviazione. Ma cosa differenzia nettamente un hard disk interno da una pendrive USB?

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Prima di tutto è importante capire cosa sia una pendrive USB, questa si identifica come un disco rigido portatile collegabile al personal computer tramite l’ingresso USB (Universal Serial Bus). Se tecnicamente un hard disk basa il suo funzionamento su dischi magnetici, le unità su cui si poggiano le pendrive sono più vicine agli SSD, cioè memorie flash a stato solido. 

Tali condizioni mettono in mostra tre caratteristiche differenti dagli hard disk tradizionali: portabilità, affidabilità e velocità.

Portabilità: un dispositivo come la pendrive è stato progettato per essere trasportato con facilità. Le dimensioni contenute, il peso estremamente leggero e una versatilità di personalizzazione eccellente rendono questo prodotto perfetto per chi è sempre in mobilità e necessita di portare con sé i file. 

Le dimensioni delle pendrive, sebbene possano variare a seconda del modello acquistato, non sono vincolanti alla capacità di archiviazione dei file. Potrete avere pendrive USB estremamente compatte e allo stesso tempo dello storage di dimensioni rilevanti. 

Affidabilità: Uno dei problemi più importanti degli hard disk interni è la presenza di parti meccaniche in movimento. Le testine in movimento possono infatti danneggiare il supporto magnetico in caso di cadute o urti durante il funzionamento causando la perdita dei dati contenuti nel disco. Per quanto concerne una pendrive USB tale problema viene completamente eliminato grazie al fatto che non contiene parti meccaniche. 

Anche le pendrive USB però hanno dei rischi dati dai tipi di memoria flash utilizzati. Solitamente queste hanno un maggiore rischio di rottura dopo molti cicli di scrittura.

Che abbiate un disco rigido o una pendrive, la pratica migliore è sempre avere delle copie di riserva dei propri dati attraverso backup regolari.

Velocità: argomento molto spinoso nel mondo informatico è la velocità massima raggiunta dalle pendrive USB rispetto agli hard disk tradizionali. Sebbene un hard disk interno da 5400 RPM sia nettamente più lento di una Pendrive USB 3, a volte la ragione si trova nel mezzo. 

La scelta di un hard disk da minimo 7200 RPM consente una scrittura e una lettura dei dati soddisfacente, tanto quanto una pendrive USB 2. Se però si volessero ottenere delle prestazioni oggettivamente migliori è indispensabile optare per delle pendrive 3 o degli hard disk da 10.000 RPM. 

In linea generale le pendrive di ultima generazione riescono a ottenere prestazioni pari a SSD di ottima qualità, mentre sono ancora lontane dalle velocità degli SSD M.2 NVMe.

Dischi ottici (CD, DVD, Blu-Ray)

Tra memorie di massa, memorie centrali e dispositivi di varia natura siamo sicuri abbiate pensato anche ai dischi ottici. 

Sebbene non appartengano propriamente all’hardware per la memoria di massa, essi sono comunemente utilizzati per l’archiviazione dei dati. In questa ottica però è interessante dare uno sguardo alle diverse tipologie di dischi ottici, ognuna progettata per soddisfare specifiche esigenze nel corso del tempo. 

Le tre tipologie più utilizzate sono sicuramente: CD, DVD e Blu-Ray. Queste permettono di immagazzinare i dati sulla loro superficie esterna bruciando letteralmente con un laser il materiale sottostante. Come per un hard disk in cui la testina legge i dati trascritti sui dischi magnetici, anche i CD, DVD e Blu-Ray applicano lo stesso processo ma utilizzando il laser come mezzo per incidere le informazioni. 

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Un CD-ROM però può consentire un massimo di 700 MB di spazio per l’archiviazione, mentre un DVD può memorizzare da un minimo di 1 MB a un massimo di 17 GB nei modelli DVD-18.

Interessante notare come un Blu-Ray, nato per soddisfare le grandi quantità di dati presenti nei film ad alta risoluzione, possa contenere fino a 27 GB su ogni lato, arrivando a 54 GB complessivi.

Nel corso del tempo questa tipologia di archiviazione sta facendo posto alle più innovative Pendrive e agli hard disk esterni. Sebbene le velocità di trascrizione su un DVD o su un CD-ROM possano raggiungere i 32X e i 16X, l’incremento prestazionale delle memorie di massa più comuni è nettamente più vantaggioso.

I dischi ottici sono inoltre definibili come ROM, ovvero Read Only Memory, memorie di sola lettura. Una volta incisi i dati su questo particolare tipo di memoria informatica, questi generalmente possono solamente essere letti e non più modificati o riscritti.

Esistono e sono esistiti molti altri tipi di memorie di massa, come i floppy disk o i nastri magnetici. Non scenderemo nei dettagli di queste categorie di hardware in quanto oramai obsolete ed abbandonate dal mercato consumer.

Conclusioni

Ogni giorno si archiviano milioni di terabyte di file, questi consentono di lavorare e di divertirsi attraverso i propri dispositivi mobili o fissi. Componente fondamentale di tale processo è la memoria di massa, capace di memorizzare per un periodo illimitato le informazioni utili, siano esse fotografie, filmati o documenti di lavoro. 

Le memorie di massa tradizionali sono acquistabili in diverse tipologie, ma le più inflazionate risultano essere gli hard disk e le pendrive USB. Nello scegliere una memoria di massa piuttosto che l’altra è indispensabile valutare la capacità di archiviazione, la velocità di scrittura e lettura, ma e soprattutto la tecnologia che c’è alla base.

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