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FPS: cosa sono e perché dovrei preoccuparmene?

Se siete nel mondo dei giochi, sopratutto su PC, avrete sicuramente sentito parlare di FPS, se non siete nel mondo dei giochi potreste aver sentito comunque questa sigla. In ogni caso se siete qui è probabile che vogliate saperne di più.

Gli FPS, o Frame Per Second (frame al secondo) sono molto discussi nella comunità di giocatori, ma spesso si da per scontato che tutti sappiano di cosa si tratta, perché sono importanti e che effetto hanno. In questa pagina cerchiamo di capire bene cosa sono gli FPS, se dovete preoccuparvene e quali effetti hanno sulla fluidità di gioco.

Indice

Cosa sono gli FPS e perché nei giochi sono così importanti?

FPS, come abbiamo già accennato, sta per Frame Per Second, ovvero frame al secondo, a volte chiamato anche frame rate.

In un determinato gioco (ci occuperemo particolarmente di questo ambito, ma le stesse regole valgono anche altrove), il frame rate è in pratica il numero di immagini che il nostro hardware è in grado di produrre ogni secondo.

Ad un frame rate più alto solitamente corrisponderà una visione più fluida delle immagini in movimento, e i giochi daranno l’idea di essere più reattivi.

Un FPS più basso, al contrario, ci fornirà un’immagine meno fluida e il gioco sembrerà meno reattivo e probabilmente meno piacevole da giocare.

FPS e Hz: spesso confusi… capiamo la differenza

Nel mondo del gaming è facile sentire questi due termini utilizzati in maniera non corretta.

Spesso vengono confusi o interpretati nel modo sbagliato, dando origine a fraintendimenti o spiegazioni parzialmente o totalmente errate.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e capire cosa significa ognuno di questi due termini.

Hz, hertz, è l’unità della misura standard della frequenza nel sistema internazionale, e misura il numero di cicli al secondo.

Quando parliamo del sistema di rendering di un PC, gli hertz sono associati al monitor. Questo numero è infatti una caratteristica propria del monitor, ed indica il numero di frame che il nostro monitor mostra in un secondo. Un monitor ha solitamente un frame rate massimo, indicato nella sua scheda tecnica tra le caratteristiche, spesso chiamato anche frequenza di aggiornamento.

Gli FPS invece, indicano la velocità a cui il nostro sistema, ed in particolare la GPU, produce i frame da mostrare.

Queste due velocità non sono per forza uguali. La frequenza del monitor infatti è solitamente stabile (esistono dei monitor con un rate variabile), mentre gli FPS prodotti dalla GPU sono solitamente variabili nel tempo. Questa variabilità dipende dalla complessità dell’immagine di cui fare il rendeding. Più l’immagine è complessa e più tempo la GPU impiegherà, producendo quindi ad un rate più basso. Questo fa si che in una sequenza di immagini non tutte saranno prodotte alla stessa velocità.

Avere più FPS è sempre meglio?

Secondo quanto abbiamo detto fino ad ora, verrebbe da pensare che ci siano solo vantaggi, e quindi più ne abbiamo e meglio è. Purtroppo questo non è sempre vero in senso assoluto.

Come prima cosa dobbiamo sempre pensare che più alta è la frequenza di aggiornamento e più l’hardware del nostro computer dovrà lavorare per stare al passo. Non sempre però l’hardware, ed in particolare la GPU, è abbastanza potente da riuscire a effettuare il rendering alla velocità che gli chiediamo. In questi casi pretendere frame rate elevati potrebbe portare all’effetto opposto, ovvero non garantire la riproduzione fluida che ci aspetteremmo di ottenere.

In altri casi invece, un FPS più basso può aiutarci ad ottenere un’esperienza di gioco più naturale. Quando vediamo un film, è probabile che sia girato fra 24 e 30 FPS che è lo standard televisivo più diffuso. Giocare un titolo con tante animazioni o che offre degli scenari cinematografici con 30 FPS può restituire una sensazione più naturale. Il fatto che scene e animazioni cinematografiche siano visualizzate secondo lo stesso standard a cui vediamo i film offrirà molto probabilmente un’esperienza di gioco più piacevole.

Ci sono anche diversi altri problemi legati ad un errato rapporto fra il frame rate del monitor e quello della GPU come il tearing, che possono in alcuni casi essere risolti con una variazione degli FPS al fine di ottenere un video fluido come risultato finale.

Se giocate titoli retro come pacman probabilmente non avrete bisogno di FPS esagerati!
Se giocate titoli retro come pacman probabilmente non avrete bisogno di FPS esagerati!

Come testare gli FPS del vostro pc?

Ora che sappiamo un po’ meglio cosa sono, vediamo due modi per conoscere gli FPS del proprio computer per capire che prestazioni stiamo ottenendo.

La soluzione più semplice è quella di utilizzare Steam. La maggior parte dei giocatori sicuramente conosce questa piattaforma. Steam ha una funzione che ci permette di vedere nell’angolo destro del nostro monitor gli FPS attuali del nostro sistema.

Un’altra soluzione, se avete una scheda video NVIDIA che supporta ShadowPlay, è quella di abilitare un contatore di FPS che può rimanere attivo anche mentre giocate tramite NVIDIA GeForce Experience.
Questo contatore può essere attivato dall’applicazione fra gli Overlays selezionando FPS Counter.

Come aumentare gli FPS?

Se avete eseguito uno dei test del paragrafo precedente e volete cercare di aumentare il frame rate del vostro computer, potete provare a controllare i seguenti punti:

  • Abbassare la risoluzione per cercare di alleggerire il carico sulla GPU
  • Usare un programma di ottimizzazione che vi permetta di cambiare il frame rate
  • Aggiornare i driver della vostra scheda video. A volte può infatti succedere che i produttore di hardware rilascino delle versioni aggiornate dei driver più ottimizzate e quindi più performanti.
  • Aggiornare il gioco che vi interessa. Anche in questo caso può succedere che (sopratutto per i giochi usciti da poco) il produttore rilasci della patch ed aggiornamenti che migliorino le prestazioni permettendo quindi un frame rate più alto di prima.
  • Controllare le impostazioni di gioco. Alcune impostazioni potrebbero essere migliori su determinati giochi, e peggiori in altri.
  • Controllare le impostazioni del monitor per controllare che non ci siano impostazioni alterate per errore.

Se tutte queste prove falliscono o continuate a non essere soddisfatti dei risultati ottenuti potrebbe essere giunto il momento di un aggiornamento. Potrebbe infatti essere necessario fare un salto di livello e acquistare una scheda grafica o un monitor di fascia alta. Per capire quale dei due, dovrete individuare il vostro collo di bottiglia, ovvero il componente dei due che sta rallentando l’altro.

Gioco con V-sync si o V-sync no? questo è il problema!

Ad aumentare la confusione dietro a tutto questo, ci sono una serie di tecnologie messe in campo dai produttori, solitamente quelli che producono schede video, per cercare di mitigare i problemi dovuti al tearing e altri artefatti dovuti alla non sincronizzazione dei frame rate di scheda video e monitor.

In pratica la maggior parte di questi artefatti come il tearing sono dati dalla differenza fra la velocità di produzione delle immagini da parte della GPU e la velocità di aggiornamento del monitor.

Tearing – Si verifica quando la GPU produce più frame di quanti il monitor sia in grado di mostrarne, questo fa si che in un ciclo di refresh del monitor vengano disegnati due o più frame prodotti dalla GPU. La manifestazione evidente di questo artefatto è l’immagine tagliata nel senso orizzontale.

A questo problema è inizialmente venuto in soccorso il V-sync, tecnologia che si pone l’obiettivo di sincronizzare i frame rate di GPU e monitor impedendo che in un ciclo di refresh del monitor non vengano scritte due immagini della GPU.

Mentre di solito il refresh rate del monitor è costante, come abbiamo detto quello della GPU non è costante in quando scene diverse potrebbero richiedere tempi di rendering diversi. Per questo motivo è possibile che la GPU non sia in grado di tenere sempre il passo del monitor, ma se non riesce a produrre un frame in tempo, il V-sync gli imporrà di attendere il prossimo ciclo di refresh. Questo provoca un artefatto chiamato stuttering, che provocherà un ritardo nell’aggiornamento dell’immagine sullo schermo.

Quindi viene da chiedersi: devo attivare il v-sync o no?

Un articolo molto interessante su questo interrogativo lo potete trovare qui.

L’articolo, dopo aver spiegato abbastanza chiaramente i pro e i contro delle due scelte ci da un’indicazione su come procedere:

Diciamo che fate parte della maggioranza e avete uno schermo tradizionale a 60 Hz:

Se giocate a un FPS competitivo, e/o avete problemi di input lag percettibili, e/o se il vostro sistema non può sostenere almeno 60 FPS in un determinato titolo, e/o se state testando la vostra scheda video, allora disabilitate il V-Sync
Se nessuno dei casi sopraccitati si applica a voi e sperimentate un rilevante screen tearing, allora dovreste attivare il V-sync
Come regola generale, o se non sentite di rientrare pienamente in uno dei due casi, allora mantenete il V-Sync disabilitato
Se il vostro schermo da gioco ha un refresh di 120/144 Hz:

Dovrete considerare di lasciare il V-Sync attivato solo quando giocate con titoli vecchi, dove avrete più di 120 FPS costanti e lo screen tearing

Abilitare o no il V-Sync: questo è il problema – Tom’s Hardware

La sfida dei produttori per trovare una tecnologia che permette di risolvere il problema degli artefatti rimane comunque aperta, e nel tempo stanno comparendo tante altre soluzioni come il G-sync e il FreeSync.

Conclusioni

Alla fine di tutta questa panoramica possiamo concludere che in pratica non esiste una soluzione standard per tutti. A seconda che usiate giochi competitivi, un gioco di fascia più bassa, o altro, le caratteristiche di gioco e quindi il vostro frame rate obiettivo saranno diversi.

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